Il modello, smontato pezzo per pezzo.
Non un'idea. Un'infrastruttura. Quattro stadi, tre check di rischio, una sola regola: il capitale prima di tutto.
Dal segnale al guadagno verificato.
Ogni fase ha input, output, parametri di stress e una soglia oltre la quale il sistema si ferma da solo.
Calibrazione statistica
Su un universo di 280 strumenti tra azioni, futures e ETF, ogni settimana l'algoritmo testa decine di migliaia di combinazioni a coppie alla ricerca di relazioni cointegrate stabili in entrambi i regimi di volatilità.
Filtro qualitativo
Sopravvivono solo le coppie con half-life di reversione inferiore a 18 sedute, esponente di Hurst sotto 0.45 e residui omoschedastici nei test di Engle-Granger e Phillips-Perron.
Esecuzione frammentata
L'ordine viene suddiviso in micro-clip secondo un profilo VWAP staggered che minimizza l'impatto sul mercato e neutralizza lo slippage al di sotto di 1.2 basis point medi.
Sorveglianza continua
Un dashboard in tempo reale monitora 17 KPI di rischio, dalla deriva del β implicito alla concentrazione settoriale: qualunque parametro fuori limite attiva il kill-switch in meno di 200ms.
Come si comporta contro il mercato.
Curva di equity del framework (oro) contro un benchmark composito 60/40 (linea grigia tratteggiata). Periodo: 2019 — 2025.
Cosa il metodo non è.
Per evitare malintesi, ecco quello che il framework esplicitamente non promette di essere.
Non è un sistema "sempre attivo"
Esistono settimane senza alcuna operazione. Il sistema entra solo se le condizioni statistiche sono rispettate.
Non è alta frequenza
Le operazioni durano in media 9 giorni di mercato. Non serve infrastruttura colocation né latenza microsecondo.
Non è un signal service
Non vendiamo segnali. Trasferiamo il modello, la logica, il codice e la responsabilità.
Non è una promessa di rendimento
Nessun rendimento futuro è garantito. Il modello documenta solo ciò che è già accaduto, in modo verificabile.